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30. November -0001 Croatia-Israeli Palestinian War Exhibit

Dubrovnik war gallery captures youth in Israeli-Palestinian conflict

DUBROVNIK, Croatia (AP) _ Three photo exhibitions dedicated to the Israeli-Palestinian conflict and its effect on children opened Sunday at an art gallery in this ancient walled city.

In the first exhibit in the War Photos Limited gallery, Danish photographer Jan Garup contrasts the lives of Palestinian and Israeli youths in the West Bank cities of Ramallah and Hebron. The exhibit, titled "Scars of David," explores the pressure children are under because of the conflict that surrounds them.

"Conflict Inherited," comprised of more than 600 images and prints by three Israeli and three Palestinian photographers working for international news agencies, also focuses on the lives of children caught up in the Israel-Palestinian conflict.
The exhibit is curated by Enric Marti, The Associated Press' chief of photography in Jerusalem.

The third exhibit, "Architectural Divide" by Gary Knight, concentrates on the barrier Israel is building in the West Bank to separate Palestinians from Israel.
"Whether built by the former communist dictatorships of Eastern Europe, the Chinese Imperial dynasties, the Persians or the Romans, all the other walls I have photographed that were built over the preceding 4,000 years cost a fortune, failed to achieve their stated aims and fell down," Knight said.

The exhibits will be open until Oct. 30.

30. November -0001 il manifesto - La storia, un fascio di immagini silenziose

Non capita spesso di imbattersi in vacanza in posti come il «War Photo Limited» di Dubrovnik. Nel centro storico della deliziosa cittadina dalmata, in uno dei vicoletti del bianco Strad?n, ? situata con discrezione e buon gusto questa particolare galleria d'arte, la prima nel mondo specializzata in foto di guerra. La «perla dell'Adriatico», ? citt? d'arte e di cultura. Nelle piazzette principali ? facilissimo incontrare musicisti e cantastorie, attori e poeti ubriachi; l'atmosfera che si respira sa di antico, di canzone perduta, di «spleen croato» che profuma le centinaia di scalinate piene di gatti del centro storico. In un contesto del genere, il «War Photo Limited» ? un pugno nell'occhio; le foto in esposizione rompono la magia del luogo e restituisco alla citt? realismo, sangue e scene dal mondo. L'idea di mettere su un museo delle foto di guerra ? del mecenate belga Frederic Hanrez che, da sempre appassionato di fotografia, nel 1993 giunse a Dubrovnik, se ne innamor? e decise di costruire in questa cittadina violentata dalle armi e dagli orrori, un tempio della memoria fotografica.

«L'idea ? nata al tavolo di un bar- racconta Hanrez- Bevevo un caff? con il foto-reporter Wade Goddard e mentre discutevamo di guerra e fotografia, abbiamo avuto come un'illuminazione...». Wade Goddard, uno dei pi? grandi fotoreporter del mondo, vincitore di numerosi premi, ? il direttore della galleria. «Il messaggio che vogliamo trasmettere attraverso le esposizioni - afferma- ? che la guerra non ? veloce, pulita, dimenticabile, piuttosto ? brutale e indimenticabile, ? un cancro per le popolazioni che la vivono».

Goddard ci spiega che la scelta di Dubrovnik ? dipesa anche da ci? che la cittadina dalmata e il contesto in cui ? inserita rappresentano per l'Europa. Fino a 10 anni fa scenario di scontri di civilt?, Dubrovnik, conserva il marchio della guerra nelle sue strade e sui volti della sua gente. «Noi speriamo - afferma Goddard - di diventare il posto nel mondo dove la fotografia di guerra possa portare il suo messaggio al pubblico, un luogo dove non solo sia possibile gettare un ponte tra il pubblico e l'orrore della guerra ma dove sia possibile innanzitutto stabilire una relazione tra l'audience e il fotografo. Il fotografo ? il nostro occhio sul mondo, lo specchio del nostro presente. Se decidiamo di poterci ancora fidare delle immagini, dobbiamo fidarci di lui».

Cos? la galleria non ? soltanto un moderno e equipaggiato luogo espositivo ma diviene, nelle intenzioni dei proprietari, casa della fotografia e dei fotografi che giungono da ogni parte a parlare con il pubblico del loro lavoro e delle esperienze vissute. La politica di gestione del luogo ?, infatti, sempre quella del fotografo mai quella del pubblico. Periodicamente vengono organizzati seminari, dibattiti, workshops con i protagonisti.

Le esposizioni in corso (fino al 30 ottobre 2005) curate da Enric Marti, capo fotografo dell'Associated Press di Gerusalemme, «The scars of David», «Conflict Inherited» e «Architectural Divide» vedono la partecipazione attiva e diretta di grandi foto-reporter, Jan Grarup, Gary Knight, Gali Tibbon della France Press, Oded Balilty della Associated Press, i quali hanno documentato con la passione e il coraggio di chi sa fondere arte e informazione, il conflitto israeliano-palestinese, riuscendo a donarci le due prospettive; quella dei «ragazzi di Ramallah» e quella dei «ragazzi di Hebron», restituendoci l'orrore visivo e umano della barriera di separazione fatta costruire dal governo israeliano per «prevenire» attacchi kamikaze palestinesi, offrendoci lo sguardo di tre fotografi palestinesi e tre israeliani sulle guerre intestine che si scatenano nei territori occupati. «Ci? che colpisce di pi? rispetto alle guerre - ha affermato Ron Haviv fotografo newyorkese di Newsweek - ? che esse hanno molte pi? similarit? che differenze. Puoi cambiare i nomi e i luoghi ma la retorica di chi le scatena sar? sempre la stessa, cos? come i risultati. A pagarne le spese sono sempre poveri civili».

Goddard racconta che tanti visitatori escono dalla galleria con gli occhi lucidi, spesso si avvicinano al desk dell'entrata per chiedere fazzoletti o rimangono ore a cercare le stesse immagini nei libri della piccola biblioteca del «War Photo Limited». «La potenza della fotografia sta nella possibilit? del ricordo- afferma Goddard- Ho sentito dire che la storia ? un fascio di immagini silenziose». La gente di Dubrovnik che attraversa il flusso di turisti del centro, raramente si ferma dinanzi alla galleria, dove all'entrata si trovano in esposizione permante alcune crudissime foto inerenti il «loro conflitto», quello dei Balcani. Quando lo fanno ci rimangono ore, immobili, in silenzio. La reazione dei cittadini dinanzi all'apertura della galleria, inaugurata nel giugno del 2004 proprio con una mostra sui conflitti nella ex-Jugoslavia, ? controversa, ostile. La ragione forse ? da rintracciare nella funzione stessa del «War Photo Limited»; luogo nato, come un memoriale vivo, per ricordare, in un contesto dove forse la gente ha ancora troppo bisogno di dimenticare.

30. November -0001 Digital Journalist

View from the Photo Desk - by Roger Richards

This month we feature a Q&A with Wade Goddard, curator of War Photo Limited, a new museum of war photography located in Dubrovnik, Croatia.

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